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“Mamma, farò l’artigiano”. E in Italia nasce un’impresa ogni 4 minuti

Se artigiani è una parola che vi fa pensare al passato e alla tradizione, vi manca un pezzo decisivo dell’economia italiana. 

 

Ogni quattro minuti in Italia nasce una nuova impresa artigiana: in un giorno sono 360, in base alla media del 2014, secondo i dati della Confartigianato. La novità è che sono sempre più numerosi i giovani che preferiscono diventare artigiani senza laurearsi e senza il benestare dei genitori che non sempre sono d’accordo e ancora credono nel «pezzo di carta» che certifica gli studi. 

 In realtà tutti i dati confermano che il nostro Paese, e non da oggi, è il regno indiscusso dell’artigianato. Del piccolo è bello. Del lavoro esperto e paziente, degli oggetti realizzati a mano, spesso esclusivi. Con oltre 1 milione e 367 mila imprese (22,7% del totale) l’Italia può infatti vantare il numero più alto in assoluto di questo tipo di attività. 

 Titolari, soci e collaboratori sono più di un milione e mezzo, a questi vanno aggiunti 1.341.000 dipendenti occupati in circa 462 mila imprese per un totale di 2.849.000 addetti. Ovvero il 17% del totale delle imprese italiane. Vuol dire che gli artigiani sono un piccolo, grande esercito pari a 2,2 imprese ogni 100 abitanti e 5,3 imprese ogni cento famiglie. Veri e propri maestri nel loro ramo di attività, realizzano beni e servizi su misura del cliente con risultati di altissima qualità - e a cui si deve una fetta molto significativa della ricchezza nazionale: il comparto artigiano, infatti, vale 12% del valore aggiunto nazionale e il 9,1% delle nostre esportazioni.

 Come scrive Stefano Micelli nel suo saggio «Futuro artigiano», «è una delle poche carte» che l’Italia può giocare, «uno dei pochi aspetti per cui il nostro Paese continua a rappresentare una meta unica per imprese, giovani talenti del design, stilisti e artisti di tutto il mondo». 

 I nuovi artigiani sono una delle costole del futuro dell’Italia e lo hanno capito anche i giovani. Sono sempre più numerosi quelli che si mostrano affascinati dal mondo dell’artigianato e del Made in Italy. Su circa 1000 studenti delle scuole superiori intervistati da Skuola.net per una ricerca in collaborazione con La Stampa, 1 su 3 sta valutando di dirigersi verso un lavoro di questo tipo (20%) o lo ha già deciso (11%). La maggioranza di questi ragazzi proviene dagli istituti tecnici e dai professionali, ma non mancano i liceali: circa il 20% del campione degli studenti e dei neo-maturati del liceo vuole diventare artigiano o ci sta pensando. Sono poi i ragazzi a sentirsi disposti a fare questa scelta rispetto alle ragazze. 

 I settori più ambiti sono elettricità, automatismi ed elettronica (26%), abbigliamento e moda (19%) e alimentare (17%). Estetica e benessere affascinano il 12% dei ragazzi, così come il settore della meccanica e delle autoriparazioni (9%). Molti di questi ragazzi, tuttavia, dovranno fare i conti con i propri genitori, visto che circa il 13% ammette che mamma e papà potrebbero essere contrari alla scelta di inserirsi nel mondo del lavoro artigiano senza ottenere una laurea. Sei ragazzi su 10, infatti vorrebbero entrare subito nel mondo del lavoro artigiano attraverso tirocini in azienda o presso professionisti. Se ci sono dei «bamboccioni» o degli schizzinosi, non è di loro che si parla.  

(La Stampa)

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